L’inflazione alimentare rallenta, i cartellini rossi spuntano qua e là, eppure alcuni prodotti restano inchiodati a prezzi che fanno male. Quali? Quelli che mettiamo nel carrello senza pensarci troppo: olio, zucchero, caffè, riso. E in certi casi costano quasi il doppio rispetto a tre anni fa. Il paradosso è lì, tra le corsie: lo sconto c’è, ma non dove speravamo.
La scena è di quelle che riconosci subito: un lunedì sera al supermercato, luci fredde, musica bassa, carrelli che cigolano. Davanti alla pasta, una coppia sussurra “hanno abbassato i prezzi”, poi si sposta all’olio e resta zitta. La bottiglia che compravano sempre è salita ancora. In frigo, lo yogurt è in promo. Nel reparto dolci, il cioccolato è un salasso. Una signora controlla il prezzo al litro col dito tremante, un ragazzo fotografa il cartellino per confrontare online. Abbiamo tutti vissuto quel momento in cui sommi a mente e capisci che no, il totale non tornerà indietro da solo. Il carrello ricorda tutto. E certi conti non quadrano più.
I prezzi scendono, ma a macchia di leopardo
La discesa c’è, e si vede. Pasta e farina hanno limato i picchi del 2023, uova e latticini respirano, alcuni ortaggi seguono le stagioni anziché la speculazione. Secondo le letture più recenti di Istat, l’inflazione alimentare si è raffreddata a livelli bassi, molto lontani dai numeri a doppia cifra di un anno fa. Non è solo effetto ottico: il costo dell’energia è rientrato, le filiere si sono stabilizzate. Ma l’andamento è diseguale. Un reparto ti strizza l’occhio, quello accanto ti presenta il conto.
Prendiamo l’olio. Il **olio extravergine d’oliva** continua a mordere: raccolti magri in Mediterraneo, soprattutto in Spagna e Sud Italia, hanno lasciato segni profondi. Molti scaffali mostrano rincari che, rispetto al 2021, sembrano il doppio. Lo zucchero? Stretta dell’offerta mondiale, India e Thailandia in affanno, prezzi saliti a livelli storici. Il cacao ha vissuto l’annata peggiore degli ultimi decenni in Africa occidentale: il risultato lo vedi sul cioccolato. Il caffè non scherza. E il riso, tra siccità e costi logistici, non è tornato “quello di prima”. In mezzo, spuntano promozioni. Non bastano a raddrizzare la media.
Perché succede? I mercati delle materie prime non si muovono all’unisono. Energia e grano rientrano più in fretta, l’olivicoltura no: gli ulivi non sono un interruttore, serve tempo per recuperare. Lo zucchero paga la somma di clima e politiche di export. Il cacao rimbalza su malattie delle piante e anni di investimenti insufficienti. Poi c’è la “viscosità” dei prezzi: listini, contratti, logistica, packaging. Una parte dei costi alti del 2022-23 si è incollata ai prodotti. I supermercati fanno la loro, con promo mirate e formati più piccoli. Il famoso “shrinkflation” non ha bisogno di presentazioni. Quel che scende non sempre si vede, quel che sale si nota subito.
Cosa fare alla cassa: mosse semplici, risultati veri
La prima mossa è tecnica e vale oro: controlla sempre il prezzo al litro o al chilo e mettilo in una lista “benchmark” personale. Tre, quattro prodotti-ancora per categoria. Ti basta un’app note: EVO a X €/L, zucchero a Y €/kg, caffè a Z €/kg. Confronti rapidi, zero sorprese. Incrocia i volantini della settimana con queste soglie e compra solo quando il prezzo rientra nella tua “forchetta”. Chi ha tempo può alternare due insegne: discount per le basi, supermercato per freschi e promo forti. Piccolo trucco: fai scorte intelligenti dei non deperibili quando il prezzo tocca il minimo stagionale.
La seconda mossa riguarda l’uso. Nell’olio, gioca su due prodotti: un EVO di qualità per crudo e uno più “quotidiano” per cottura. Sullo zucchero, valuta il formato da 2-5 kg se il prezzo unitario crolla. Per il cioccolato, preferisci tavolette grandi in promo al posto di monoporzioni. Il riso? Lessalo in quantità e usa il “meal prep” per due giorni. Diciamolo chiaramente: nessuno lo fa davvero tutti i giorni. Ma anche una settimana sì e una no cambia il totale a fine mese.
La terza mossa è mentale: accetta che alcune categorie restino care più a lungo e ribilancia il menu. Ruota legumi, uova, verdure di stagione. Sperimenta piatti “olio-sensibili” ma con meno spreco, come zuppe e insalate di cereali. E tieni d’occhio le etichette private, spesso riformulate con ingredienti solidi.
“Il carrello non dimentica gli shock, li digerisce. Il punto è rendere le scelte costose più rare e quelle convenienti più automatiche.” — economista dei consumi
- Prodotti ancora molto sopra il 2021: **zucchero**, **cacao e cioccolato**, olio extravergine d’oliva, caffè, riso.
- Prodotti in attenuazione: pasta, farine, alcune conserve di pomodoro, uova, parte dei latticini.
- Mosse rapide: prezzo al litro/chilo, liste “benchmark”, scorte mirate, switch tra marche e formati.
Quali prodotti costano ancora il doppio: la lista che nessuno vorrebbe
Facciamo i nomi. L’olio extravergine resta il simbolo della “nuova normalità”. In molti punti vendita, il prezzo medio è ancora molto alto rispetto all’epoca pre-shock: serve aspettare nuove campagne o lotti promozionali per vedere sconti sostanziosi. Lo zucchero segue a ruota, più volatile ma raramente “economico” come prima. Il cacao trascina il cioccolato: tavolette e creme spalmabili hanno ritoccato su, e i tagli di peso sono frequenti. Il caffè, complici i mercati e la forza del dollaro nelle importazioni, è su un pianerottolo alto. Il riso ha perso i picchi peggiori ma resta teso su alcune varietà.
Si può convivere con questo scenario. Un menù furbo sposta l’attenzione su piatti che non hanno bisogno di tanto EVO per essere buoni: hummus con legumi e limone, panzanella con olio misurato, risi freddi ricchi di verdure, sughi “finti lenti” con legumi. Per il dolce, cacao amaro usato come spezia e frutta secca tritata al posto di tavolette quotidiane. Sul caffè, capsule compatibili in promo o moka con blend onesti. Piccoli gesti, grande calma. *Non serve essere eroi della spesa per far tornare i conti.*
Vale anche una regola soft: riduci la frequenza, non il piacere. L’olio buono la domenica, il cioccolato di qualità due volte a settimana, il caffè top come premio e un blend standard per il resto. Molti lamentano che le promo sono un labirinto: vero, e a volte lo sono. Mappa due giorni del mese per fare scorta “intelligente” e poi vivi sereno, senza inseguire ogni offerta. Quando un prezzo torna umano, prendi il formato giusto per te. Quando resta alto, cambia schema e cucina attorno al problema. Il carrello impara in fretta.
Una riflessione aperta: il carrello che verrà
In questo momento il mercato sta riallineando i pezzi, non sta riscrivendo la storia. L’energia più bassa ha già portato benefici, la logistica si è spurgata dalle code del 2022, alcune materie prime respirano. Altre no, e potrebbero richiedere una stagione ancora. È qui che si gioca la partita quotidiana: trasformare vincoli in abitudini nuove, senza rinunciare al gusto e alla qualità. Le famiglie stanno diventando più consapevoli, i distributori più creativi, i produttori più trasparenti: quando si incontrano queste tre linee, il totale scende davvero. E magari restano soldi per un olio buono preso in cantina, un caffè artigianale, un riso di filiera che racconta una storia. Non è un compromesso al ribasso, è un nuovo equilibrio. Quasi sempre, il primo passo costa. Poi diventa normalità.
| Punto chiave | Dettaglio | Interesse per il lettore |
|---|---|---|
| Prezzi in discesa selettiva | Pasta, farine, uova più morbidi; olio, zucchero, cacao ancora tesi | Capire dove si risparmia davvero |
| Cause diverse per categoria | Clima e raccolti per olio/cacao; logistica ed energia in rientro | Previsioni più realistiche sulla spesa |
| Mosse pratiche | Prezzo al litro/chilo, scorte mirate, doppio uso dell’olio | Ridurre la spesa senza rinunciare al gusto |
FAQ :
- Quali prodotti costano ancora quasi il doppio rispetto al 2021?Olio extravergine d’oliva in molte referenze, zucchero, derivati del cacao/cioccolato; in salita anche caffè e alcune varietà di riso.
- Quando potrebbero scendere olio e zucchero?Serve una combinazione di raccolti migliori e filiere più fluide. L’effetto non è immediato: si misura in stagioni, non in settimane.
- Le marche del supermercato sono davvero convenienti?Spesso sì: prezzo stabile e qualità buona. Va confrontato il prezzo al chilo/litro e, se possibile, provata la resa in cucina.
- Conviene fare scorte grandi quando c’è la promo?Sui non deperibili sì, se la soglia prezzo rientra nella tua “forchetta”. Evita scorte che superano i tuoi reali consumi.
- Come ridurre l’uso di olio senza perdere sapore?Usa EVO buono a crudo e tecniche come emulsioni, erbe, agrumi; per cottura scegli un olio più neutro e dosalo con cucchiaio, non “a occhio”.










Intéressant, mais j’aimerais des chiffres précis: de combien ont baissé pates/farine vs 2023, et de combien l’huile, le sucre, le cacao restent au-dessus de 2021 (x1,5, x2?) Sources Istat ou panels retail? Sans une base numéric claire, on reste dans l’impression. Et quid des différences Nord/Sud et entre enseignes (discount vs supermarchés classiques) ?