C’è una truffa che inizia con una domanda innocente e finisce con un danno concreto. La Polizia Postale l’ha ribadito: nelle chiamate sospette, la parola da non pronunciare mai è “sì”. Non è paranoia. È difesa personale.
Una voce gentile, quasi impalpabile: “Buongiorno, mi sente?”. Rispondi d’istinto, perché è educazione, perché stai già pensando al caffè sul fuoco. Dici “sì”. Silenzio, poi domande strane, dettagli che non ricordi di aver dato. L’aria cambia, tu pure. Ci siamo passati tutti: quel momento in cui capisci che la conversazione non è quello che sembrava. *Era solo un “sì”, ma sembrava una chiave girata.*
La trappola del “Sì”: come funziona davvero
L’architettura è semplice: ti chiamano, ti portano a dire “sì”, e registrano. Magari fingono di essere l’operatore della tua banca, dell’energia, della fibra. Quella parola, isolata o cucita a frasi spezzate, diventa il tassello per simulare un consenso che non hai espresso. È un gioco di montaggio. È un gioco sporco.
Un esempio tipico? “Sono Maria, servizio clienti. Conferma che è il signor Rossi?” Tu rispondi “sì”. Poi: “Ha richiesto l’aggiornamento dell’offerta?” Di nuovo “sì”, perché ti hanno messo fretta, o non vuoi fare la figura di quello che non capisce. **Non dire mai “sì” a uno sconosciuto al telefono.** Bastano pochi scambi per generare un audio adatto a far sembrare valida una attivazione o una modifica contrattuale. E quando arriva la bolletta più alta, inizi a mettere insieme i pezzi.
Qui sta il nodo: in Italia un contratto telefonico è valido se contiene informativa chiara e un consenso esplicito, non un monosillabo perso nel nulla. Eppure i truffatori contano sul caos. Spezzano, incollano, forzano. La Polizia Postale invita a diffidare: il rischio non è solo il “sì”, è la catena di risposte frettolose che costruiscono attorno a te. Se non controlli la cornice, perdi il quadro.
Le mosse pratiche per proteggersi
Prima regola: spezza l’automatismo. Alla domanda “Mi sente?” rispondi con “Chi parla?” o “Per quale motivo mi chiama?”. Usa frasi neutre: “La sento, dica”, “Non confermo nulla al telefono”. Se dicono di essere la banca o il fornitore luce-gas, chiudi con gentilezza e richiama tu il numero ufficiale sul sito. **Hai sempre il diritto di farti richiamare tu.**
Seconda mossa: niente dati. Mai condividere codici fiscali, IBAN, indirizzi completi, OTP, PIN, numeri di carte. Chi insiste vuole la porta aperta, non il tuo bene. Attiva il Registro Pubblico delle Opposizioni per limitare le chiamate di telemarketing, e usa app antispam per bloccare numeri sospetti. Diciamoci la verità: nessuno fa davvero questa cosa ogni giorno. Metti un promemoria sul telefono, oggi.
La terza mossa è mentale: prendi tempo, fai domande, cambia tu il ritmo della conversazione. Spia i segnali: eco di chiamata VOIP, pause innaturali, numero camuffato, accenti “fuori” senza contesto, offerte “solo adesso”.
“La parola ‘sì’ non è magica. È il grimaldello di chi registra fuori contesto per creare un finto consenso” — avviso ricorrente rilanciato dal Commissariato di P.S. Online
- Chiedi subito: “Mi indica il suo matricola/ID e la ragione sociale?”
- Rispondi neutro: “Non confermo nulla. Scrivetemi via mail ufficiale.”
- Chiudi sereno: “Richiamo io il numero sul sito.”
- Se ti senti pressato, metti giù. Un’azienda seria non si offende.
E il “sì” non basta da solo? Diritti, realtà e piccoli scudi
La legge sta dalla tua: un contratto a distanza richiede informativa completa e un consenso consapevole. Vale il diritto di ripensamento entro 14 giorni. Se ti arriva una attivazione non richiesta, contesta per iscritto e segnala al fornitore e all’Autorità competente. Qui la Polizia Postale è chiara: fai screenshot, annota giorno e ora, conserva ogni sms o mail. La carta di ieri sono i tuoi metadati di oggi.
C’è poi la questione della “finta identità”. I truffatori mascherano il numero (spoofing), così sul display compare un contatto credibile. Non farti incantare: verifica sempre sul sito ufficiale, mai tramite link ricevuti in chat o sms. **Chi ti chiede codici o OTP non è il tuo istituto.** Le banche e i corrieri non validano operazioni in chiamata. E se ti dicono “è urgente”, il 90% delle volte è teatro.
Se temi di aver detto troppo, muoviti subito. Blocca la carta, cambia password, avvisa la banca, segnala sul portale del Commissariato di P.S. Online. Non serve intestardirsi cercando di “capire” la chiamata. Serve tagliare la linea. E poi respirare.
Una bussola per le prossime chiamate
Le truffe telefoniche non sono fantascienza, sono artigianato psicologico. Lavorano su fretta, educazione, distrazione. La parola “sì” è la leva più economica per spostarti dove non vuoi. Per questo la Polizia Postale insiste: sposta lo sguardo, fatti domande, rallenta. Una risposta neutra oggi vale più di cento scuse domani.
Non si tratta di vivere nel sospetto, ma di mettere regole semplici: rispondere senza confermare, pretendere officialità, ritelefonare alle fonti. Chi lavora bene ti capirà. Chi si arrabbia, di solito, aveva fretta di chiudere qualcosa a tuo nome. Il telefono resta uno strumento di fiducia. Sta a noi rimetterci dentro poche, chiare abitudini quotidiane.
| Punto chiave | Dettaglio | Interesse per il lettore |
|---|---|---|
| Evitare il “sì” | Risposte neutre: “Chi parla?”, “Qual è il motivo della chiamata?” | Riduce il rischio di registrazioni manipolate |
| Verifica attiva | Chiudi e richiama i numeri ufficiali, niente dati al telefono | Blocca al volo gli scenari di truffa più comuni |
| Strumenti utili | Registro Pubblico delle Opposizioni, app antispam, segnalazione al Commissariato | Difesa concreta e replicabile per tutta la famiglia |
FAQ :
- Che cos’è la “truffa del sì”?È una tecnica in cui ti spingono a dire “sì” per registrarlo e usarlo fuori contesto, simulando consensi o attivazioni non richieste.
- Dire “sì” basta per concludere un contratto?No. Serve informativa completa e consenso consapevole. Il “sì” isolato non basta, ma può essere manipolato per creare confusione.
- Come rispondo a “Mi sente?” senza rischi?Usa frasi neutre: “La sento, chi parla?”, “Per quale motivo mi chiama?”. Evita conferme dirette di identità o dati.
- Che cosa faccio se ho già detto “sì”?Interrompi la chiamata, verifica con l’ente ufficiale, controlla movimenti bancari, cambia password e segnala sul portale del Commissariato di P.S. Online.
- Posso registrare la chiamata per tutelarmi?Puoi registrare conversazioni a cui partecipi per difesa personale, nel rispetto della privacy. Valuta se bastano app antispam e note scritte (data, ora, numero).










Merci pour l’avertissment ! Désormais, plus de “oui” aux numéros inconnus.
Franchement, un simple “oui” suffit-il vraiment à valider un contrat ? En Italie, la loi exige un consentement éclairé et une info claire, non ? Avez-vous un lien officiel ?