Il bidet è davvero indispensabile? L’alternativa che convince gli specialisti

Il bidet è davvero indispensabile? L’alternativa che convince gli specialisti

Il bidet è lì, inamovibile come un vecchio parente. Qualcuno lo usa cinque volte al giorno, qualcun altro lo guarda e tira dritto. L’abbiamo vissuto tutti quel momento in cui ti chiedi se sia davvero il modo migliore di sentirsi puliti. All’estero te lo chiedono con un sorriso curioso, in Italia molti lo difendono come un patrimonio. Ma le abitudini cambiano, gli spazi pure, e anche la tecnologia ha messo becco nella faccenda. C’è un’alternativa che non è una moda e che sempre più specialisti promuovono per igiene, comfort e sostenibilità. Una scelta che sorprende i tradizionalisti e rassicura i più scettici. Ed è più semplice da adottare di quanto pensi. La verità è che il bagno sta cambiando pelle. E la domanda si fa urgente. E se il bidet non fosse più indispensabile?

Il dubbio che fa discutere: serve davvero il bidet?

In molte case italiane il bidet è una certezza, quasi un riflesso culturale. Entri, apri il miscelatore, acqua tiepida, gesto familiare. Eppure chi viaggia o vive in città dove gli appartamenti sono sempre più piccoli si trova davanti a un dilemma: lo spazio vale un secondo sanitario? L’igiene personale non è in discussione, lo strumento sì. E quando parli con dermatologi e proctologi, emerge un dettaglio semplice: conta il modo, non l’oggetto.

Secondo rilevazioni Istat, la quasi totalità delle abitazioni italiane ha un bidet, una presenza che sfiora il 97%. In Giappone la storia è diversa: oltre il 75% delle case usa WC con funzione di lavaggio integrata, i cosiddetti “washlet”. Due mondi, due gesti. Un’amica milanese, rientrata da un anno a Tokyo, racconta che all’inizio non si fidava della doccetta del WC. Dopo un mese, dice, non tornerebbe indietro. La sensazione? “Più delicata, più precisa”.

Se chiedi agli specialisti cosa cercano in un’igiene intima corretta, la risposta ruota attorno a tre parole: acqua, temperatura, delicatezza. Il bidet tradizionale lava bene, ma richiede movimenti, posizioni e tempi che non sempre si conciliano con la vita di oggi. La doccetta igienica o il WC con bidet integrato direzionano il getto, modulano la pressione, riducono l’attrito. Meno sfregamento, meno irritazioni. E un utilizzo dell’acqua più mirato.

L’alternativa che convince i medici: doccetta igienica e WC “washlet”

Parliamo chiaro: l’alternativa che raccoglie più consensi tra i professionisti è il WC con funzione di lavaggio integrata o la semplice doccetta igienica a fianco del vaso. Non è fantascienza né lusso da albergo. Un getto orientabile, temperatura regolabile e, nei modelli evoluti, asciugatura ad aria. Si monta in una mezza giornata, anche in bagni piccoli. E il gesto diventa naturale: resti seduto, lavi, asciughi. Fine del balletto di asciugamani.

Gli errori più comuni nascono dal fai-da-te frettoloso. Pressione troppo alta, acqua fredda, angolazione sbagliata. Diciamoci la verità: nessuno lo fa davvero ogni giorno. Meglio impostare una volta un profilo confortevole e non toccarlo più. I proctologi suggeriscono getto tiepido, breve, diretto, senza esagerare con detergenti. Qualcuno teme l’elettricità vicino all’acqua: i washlet certificati hanno protezioni e standard elevati, e le doccette meccaniche funzionano solo a pressione, senza corrente.

Una frase torna spesso negli ambulatori: la pelle ama l’acqua più del cotone.

“Un lavaggio delicato con acqua tiepida riduce irritazioni, peggioramenti di emorroidi e ragadi, e limita la dermatite da contatto causata da carta e saponi profumati.”

Il resto è buon senso. Per orientarsi tra modelli e scelte rapide, ecco un promemoria pratico:

  • Doccetta igienica: economica, installazione semplice, nessuna corrente.
  • Washlet: sedile con ugello retrattile, aria calda, funzioni memoria.
  • Carta igienica ridotta: meno sfregamento, meno rifiuti, più comfort.
  • Getto tiepido e breve: 10–20 secondi bastano per l’uso quotidiano.
  • Detergenti? Solo se necessari, pH neutro e senza profumi intensi.

Come si usa bene, cosa evitare, perché potrebbe cambiare le nostre abitudini

L’uso corretto è quasi minimalista. Siediti comodo, attiva il getto a bassa pressione, aumenta leggermente finché senti una pulizia dolce e mirata. Se hai un modello con temperatura, resta sulla tiepida. Nei washlet imposta una posizione dell’ugello che non spruzzi ovunque. Due passaggi corti valgono più di un lavaggio lungo. Asciugatura con carta morbida o aria, senza sfregare.

Gli errori tipici? Getto troppo forte “per fare prima”, sapone ogni volta, asciugatura vigorosa. Non serve. Il risultato è spesso pelle secca, arrossata, prurito serale. Se usi la doccetta manuale, prova prima sul polso per calibrare la pressione. Evita il “tour completo” con acqua bollente. Se in casa siete in più, dedicate un minuto a creare due profili diversi sui modelli elettronici. Piccoli rituali, grandi differenze.

Le paure legate ai germi si placano con la manutenzione giusta. Pulisci ugelli e sedile con prodotti delicati, passa un controllo settimanale dei filtri, scarica il getto per due secondi prima dell’uso.

“L’igiene non è una gara di forza, è una questione di costanza e delicatezza”

Detto ciò, la vera svolta riguarda il quotidiano: meno tempo speso, meno consumo d’acqua rispetto a un lavaggio integrale al bidet, più comfort per chi ha mobilità ridotta. E un effetto collaterale felice: il bagno respira meglio.

  • Bagni piccoli: recupero fino a 60–80 cm di spazio fisico senza il bidet.
  • Famiglie: riduzione della carta fino al 50–70% nei primi mesi.
  • Benessere: meno irritazioni per pelli sensibili e postpartum.
  • Sostenibilità: uso mirato dell’acqua, meno rifiuti in pattumiera.

E ora, che facciamo del bidet?

Non c’è un dogma, c’è un invito a provare. Il bidet resta un simbolo italiano, una sicurezza per molti. L’alternativa tecnologica, però, dimostra che pulizia e benessere possono convivere con bagni più piccoli, stili di vita veloci, scelte più sostenibili. Provalo in viaggio, in un hotel o a casa di amici, poi valuta se ti cambia la giornata. Ti accorgerai che il comfort non sta nel rituale in sé, ma nel sentirti bene senza pensarci. E magari un domani, guardando il vecchio sanitario, ti sorprenderai a pensare che un bagno con meno oggetti può essere un bagno più tuo.

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Getto delicato

2 commenti su “Il bidet è davvero indispensabile? L’alternativa che convince gli specialisti”

  1. J’apprécie l’angle: eau, température, délicatesse. Les dermatos et proctologues le répètent, c’est la méthode qui compte. Le washlet bien réglé (jet doux, tiède, court) me cause moins d’irritations que le ballet bidet + serviettes. Et bonus: moins de papier, moins d’efforts pour les personnes à mobilité réduite. Convaincant.

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