Un taglio di carne che quasi nessuno compra, costa poco ed è ideale per la griglia

Un taglio di carne che quasi nessuno compra, costa poco ed è ideale per la griglia

Davanti al banco del macellaio, le persone chiedono fiorentine e costate, poi passano oltre una vaschetta anonima, scura, sottile, tagliata lunga. Il macellaio la solleva con due dita, come una carta vincente: sorride, non dice nulla. Io penso alla griglia già rovente a casa, alle mani unte, alle risate che arrivano prima della carne. Costa meno di una fiorentina ma profuma di brace vera. Ci siamo passati tutti, quel momento in cui vorresti fare un figurone senza spendere un capitale. Il segreto sta spesso in quello che gli altri non vedono. Lo ignoravano tutti.

Il taglio che il macellaio tiene “sotto il banco”

Si chiama diaframma, ed è il muscolo sottile che aiuta il respiro del bovino. In Italia lo trovi anche come “skirt”, “bavetta” o, per affinità di uso, confuso con il “lombatello”. È un taglio fibroso, saporito, spesso snobbato perché non è fotogenico come una T-bone. Eppure sulla griglia canta. Lo definirei un taglio dimenticato: costa poco, cuoce in fretta, regala una marea di soddisfazioni.

La prima volta che l’ho portato a una grigliata di cortile, l’ho messo su alla fine, quasi per curiosità. Due minuti di fuoco vivo, un riposo breve, una pioggia di sale. Sparito dal tagliere in meno tempo di una salsiccia. Qualcuno ha chiesto: “Cos’è?” e poi ha fatto la foto al vassoio vuoto. Al banco lo paghi spesso tra 8 e 12 euro al chilo, a seconda della zona e della frollatura. Prezzo amico, resa alta, sapore che resta in testa.

Perché lo comprano in pochi? Nome poco conosciuto, fibre evidenti, paura di sbagliare cottura. Eppure la logica è semplice: fibra lunga uguale taglio veloce su fuoco alto e coltello deciso “contro fibra”. Il diaframma libera un profumo ferroso e dolce che ricorda certi barbecue texani, in versione lampo. Attenzione a non confonderlo con il “lombatello/onglet”, che è un altro muscolo vicino: entrambi ottimi, ma il diaframma è più ampio e sottile, perfetto per griglia rapida.

Come farlo cantare sulla griglia

Prima mossa: pulizia. Togli la pellicola esterna, quella membrana elastica che frena la tenerezza. Tampona bene, un filo d’olio, pepe nero, uno spicchio d’aglio schiacciato. Io aggiungo poche gocce di salsa di soia o birra chiara per un tocco di umami, venti minuti di attesa e via. Griglia arroventata al massimo, griglia pulita, griglia unta. Due minuti per lato, non di più. Fuoco, fumo, silenzio. Poi riposo di tre minuti sul tagliere e sale grosso alla fine su calore residuo. È qui che brilla il calore diretto.

Gli errori più comuni? Tenerlo troppo sul fuoco finché “non sembra sicuro”. È lì che indurisce. Salare prima e abbondare: asciuga, stressa, spegne. Tagliare lungo fibra per comodità: rovini tutto. Senti questa: Diciamolo: nessuno lo fa davvero tutti i giorni. Un po’ di pratica, due prove, e diventa il tuo jolly del weekend. Se non hai termometro, tocca la carne: deve cedere come la base del pollice quando unisci pollice e medio. Media cottura, succo vivo.

Mentre lo affeti, scatta la magia: coltello a 45 gradi, fette sottili, controfibra. Se vuoi, un goccio di lime e coriandolo tritato per un tocco messicano.

“Quando qualcuno mi chiede il diaframma, sorrido: so che tornerà a ringraziare”, mi ha detto una volta Paolo, macellaio di quartiere.

  • Marinata sprint: olio, aglio, soia, scorza di limone, 20 minuti.
  • Legna o carbone? Carbone vivo per la crosticina, un pizzico di fumo di ciliegio se ce l’hai.
  • Taglio: sempre a strisce sottili, diagonale, subito dopo il riposo.
  • Accompagnamento: cipolle alla brace, peperoni arrostiti, piadina o tortillas.
  • Avanzato? Panino con maionese al rafano e rucola, gioia pura.

Perché vale la pena provarlo adesso

Viviamo tempi di prezzi alti e tavolate che non vogliamo perdere. Il diaframma sta nel mezzo: gusto da ristorante, conto da casa, tempi da serata in terrazzo. Ti mette in mano una storia da raccontare, e la griglia è già mezzo racconto. C’è anche un tema di rispetto: usare tagli meno nobili vuol dire dare valore all’animale in modo completo. Non moda, buon senso. Ti scopri a parlare con il macellaio, a chiedere come arriva, da che razza, da quanta frollatura. E poi a invitare i vicini perché “stasera provo una cosa”. Funziona così: condividi, assaggi, impari. E scopri che la semplicità, certe sere, è la cosa più elegante che puoi mettere in tavola.

Punto chiave Dettaglio Interesse per il lettore
Taglio e prezzo Diaframma bovino, spesso 8–12 €/kg Risparmio senza rinunciare al sapore
Cottura Fuoco alto, 2 minuti per lato, riposo e sale finale Metodo replicabile e veloce
Taglio al coltello Affettare sottile contro fibra, a 45° Morbidezza e succulenza garantite

FAQ :

  • Che differenza c’è tra diaframma e lombatello?Il diaframma è uno skirt sottile e lungo, fibra più evidente; il lombatello (onglet) è un muscolo “appeso” più spesso e con gusto minerale. Entrambi ottimi alla griglia, ma il diaframma cuoce più veloce.
  • Dove lo trovo e quanto costa davvero?Chiedilo al macellaio di fiducia: a volte sta in laboratorio o finisce nel macinato. Prezzi medi 8–12 €/kg, con variazioni per razza e frollatura.
  • Serve per forza la marinata?No, bastano olio e pepe. Una marinata corta aggiunge profumo e aiuta la superficie a caramellare. Evita marinature acide troppo lunghe: “cuociono” la fibra.
  • Come lo taglio dopo la cottura?Riposo di 3–5 minuti, poi coltello affilato e fette sottili contro la direzione delle fibre. Cambia tutto in bocca.
  • Se non ho la griglia, posso farlo in padella?Sì: ghisa rovente, un velo d’olio, 90–120 secondi per lato. Finisci con burro nocciola e erbe, oppure con sale fioccato e lime.

2 commenti su “Un taglio di carne che quasi nessuno compra, costa poco ed è ideale per la griglia”

  1. Le diaframma, c’est bien la bavette de flanchet ? 2 minutes par côté, c’est suffisant à feu très vif ? Sans thermomètre je flippe un peu… Des repères de tempéraure ?

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