Un cambiamento che tocca la giornata di milioni di lavoratori: ottenere il certificato di malattia senza uscire di casa, con una televisita riconosciuta dal sistema pubblico. Meno corse in ambulatorio, regole nuove, qualche dubbio legittimo. E una domanda sullo sfondo: come si tiene insieme fiducia e controllo quando basta una videochiamata?
Naso chiuso, testa che pulsa, notifiche che lampeggiano e un meeting alle 9. Eppure l’idea di vestirsi, guidare e sedersi in sala d’attesa sembra un’impresa. La soluzione è lì: il medico di famiglia è disponibile in televisita. Mostri il termometro, racconti i sintomi, la voce al di là dello schermo fa domande precise. *Ti sorprendi di quanto sia semplice, proprio il giorno meno semplice.* E alla fine arriva il certificato, digitale e tracciato. Basta uno schermo?
Televisita e certificato: cosa cambia davvero
Il certificato di malattia da televisita esiste per alleggerire la vita reale. Il medico valuta a distanza, compila il certificato e lo invia ai sistemi INPS, come già avviene per le visite tradizionali. Lavoratore e azienda non cambiano percorso: cambia il modo in cui la valutazione avviene, con video, consenso e tracciabilità. Non è uno “sbrigarsi”, è un cambio di prassi.
Immagina Laura, 34 anni, febbre e mal di gola il lunedì mattina. Prenota la televisita dal portale del suo studio, si collega dal divano con documento, tessera sanitaria e luce buona. Il medico osserva, fa domande mirate, guarda il test rapido che mostra in camera, annota tutto in cartella. Al termine, il certificato viaggia in automatico verso l’INPS. Lei riceve il numero di protocollo e aggiorna il capo su Teams. Dieci minuti. Zero traffico. Zero attese fisiche.
Perché funziona? Per i casi in cui l’osservazione diretta non cambia l’esito clinico. Influenze senza complicazioni, ricadute di patologie note, disturbi lievi che si descrivono bene. Il medico resta il perno, decide se la televisita basta o se serve la visita in presenza. La **responsabilità clinica** non si sposta. Si sposta solo la stanza: dalla sala d’attesa al tuo schermo.
Come funziona, passo dopo passo
Si inizia dalla prenotazione: sito dello studio, numero dedicato, app regionale o piattaforma di telemedicina adottata dal medico. Serve identificarsi con documento e mostrare la tessera sanitaria a video. Prepara un ambiente silenzioso, luce frontale, eventuali referti a portata di mano. Tieni vicino termometro, eventuale saturimetro, farmaci assunti. Il professionista raccoglie il consenso informato, conduce l’anamnesi, documenta la televisita e, se appropriato, emette il certificato inviandolo all’INPS.
Capita a tutti quel momento in cui non stai bene ma non vuoi sparire. E qui il dettaglio fa la differenza: racconta i sintomi con tempi, intensità, comparsa. Non minimizzare, non esagerare. Se lavori da un’altra città indica l’indirizzo esatto per le **fasce di reperibilità**, perché i controlli possono arrivare. Diciamocelo: nessuno lo fa davvero ogni giorno. Oggi però conviene farlo bene.
Non tutti i casi sono adatti alla televisita. Traumi, sospette polmoniti, dolori toracici, episodi che richiedono auscultazione o esami urgenti richiedono visita in presenza. Il medico può interrompere la videochiamata e invitarti in studio o al pronto soccorso.
“La videochiamata non è un fai-da-te: è una visita con strumenti diversi. Se manca un dato clinico, si viene in ambulatorio.”
- Prepara documento e tessera sanitaria.
- Ambiente illuminato e stabile, connessione decente.
- Elenco dei farmaci e allergie.
- Indirizzo di reperibilità aggiornato.
- Eventuali test rapidi e temperatura rilevati in diretta.
Diritti, limiti e piccoli trucchi pratici
Il certificato da televisita ha lo stesso valore legale di quello in presenza. Arriva all’INPS con numero identificativo, e il datore vede solo la prognosi, non la diagnosi. Per i lavoratori pubblici e privati restano invariate le fasce orarie di reperibilità e le regole sui controlli. Se sei fuori domicilio, comunica l’indirizzo diverso prima possibile con i canali previsti. Una cosa semplice evita guai.
C’è un tema che rassicura tutti: privacy e tracce digitali. La televisita viene registrata solo se previsto e autorizzato, altrimenti si redige un verbale clinico. I dati vanno su sistemi sanitari protetti e, se hai dato consenso, nel Fascicolo Sanitario Elettronico. Nulla passa su chat personali. Valgono le regole sulla sicurezza dei dati sanitari, con log e accessi tracciati. È sanità, non una call qualsiasi.
Chi paga? Dipende dalla Regione e dall’accordo del medico: spesso la televisita segue le tariffe della visita ambulatoriale, con ticket se previsto. In molte realtà del SSN è inserita nei percorsi ordinari e non si paga nulla oltre al normale regime. Informati sul canale ufficiale del tuo distretto o del tuo medico. Un passaggio in più all’inizio, poi fila tutto via liscio.
Gli errori tipici? Connessione instabile, poca luce, racconto confuso dei sintomi. Anche non avere vicini documenti e farmaci rallenta. Evita ambienti rumorosi e collega cuffie se puoi. Se lavori in smart working, non collegarti dalla postazione aziendale: la visita è sanitaria, non lavorativa. Se non riesci a seguire i passaggi, a fine visita chiedi un riassunto delle indicazioni. Una domanda chiara vale cinque minuti risparmiati.
Qualche regola d’oro salva tempo e nervi. Sii puntuale alla chiamata, chiudi altre app video, disattiva notifiche che coprono lo schermo. Se hai febbre, misura la temperatura in diretta e mostrala a video. In caso di sintomi che cambiano in fretta, tieni a portata un recapito alternativo. Una buona televisita è fatta di piccole cose ben fatte. E sì, vale anche un bicchiere d’acqua sul tavolo.
Quando la televisita si conclude con certificato, ricevi il numero da comunicare se richiesto e verifichi sulla tua area personale INPS. Se il malessere dura, il prolungamento può avvenire ancora a distanza, se clinicamente coerente, oppure con visita in presenza. Il medico decide sulla base di ciò che vede e sente, mantenendo il diario clinico. Il certificato resta un atto sanitario, non amministrativo. E questo cambia il modo in cui lo trattiamo.
C’è un confine chiaro: il lavoratore non sceglie “tele o presenza” come da menù, propone il canale. L’ultima parola spetta al medico. Se il quadro è incerto, si va in studio. Se il quadro è lineare e ben documentato, la televisita è sufficiente. Questa è la garanzia di qualità per tutti. Il giorno dopo, sarai tu a dire se è stata la scelta giusta.
Una nota sulle visite fiscali: le fasce non cambiano. Pubblico impiego 9-13 e 15-18. Settore privato 10-12 e 17-19. Indica subito l’indirizzo dove sarai presente. Se devi spostarti, comunica la variazione seguendo le istruzioni INPS. È semplice quando diventa abitudine. E qui la televisita non sposta nulla: sposta solo come hai ottenuto il certificato.
Uno sguardo avanti: fiducia, tempo e lavoro che cambia
La televisita per il certificato di malattia non è un trucco per assentarsi. È un ponte tra cura e lavoro, che toglie frizione dove prima c’era fatica inutile. Riduce le sale d’attesa piene di influenze, accorcia tempi, rende più accessibili i medici nelle ore calde della giornata. E apre un patto diverso tra dipendenti e aziende, più basato sul risultato che sulla presenza.
Non tutto filerà liscio al primo colpo. Ci saranno giorni con connessioni capricciose, regioni più lente ad allinearsi, studi medici che si riorganizzano. La cornice normativa c’è e si sta consolidando, con protocolli, tracciamenti, requisiti minimi. La sfida è culturale: fidarsi del racconto, valorizzare il giudizio clinico, usare bene la tecnologia. Se ci pensi, è così che si costruisce una giornata di lavoro che rispetta la salute senza inchiodarla alla burocrazia.
| Punto chiave | Dettaglio | Interesse per il lettore |
|---|---|---|
| Identificazione e consenso | Documento e tessera sanitaria a video, consenso informato registrato in cartella | Evita rifiuti del certificato e difende la tua privacy |
| Eleggibilità clinica | Ok per sintomi lievi/moderati e follow-up; esclusi traumi e quadri che richiedono esame obiettivo | Risparmia tempo senza rischiare sottovalutazioni |
| Reperibilità e controlli | Indica indirizzo corretto e rispetta le fasce orarie previste | Riduce il rischio di sanzioni e contestazioni |
FAQ :
- La televisita “vale” come una visita in presenza per il certificato?Sì, quando il medico la ritiene adeguata e compila il certificato attraverso i sistemi ufficiali. Il documento arriva all’INPS con la stessa validità di quello rilasciato in ambulatorio.
- Cosa serve dal lato tecnico?Smartphone o PC con videocamera, connessione stabile, ambiente illuminato, documento e tessera sanitaria. Utile avere termometro e, se disponibile, saturimetro.
- Posso indicare un indirizzo diverso per le fasce di reperibilità?Sì. Comunica l’indirizzo dove sarai presente con i canali previsti da INPS prima possibile. Se cambi durante la giornata, aggiorna la comunicazione.
- Quanti giorni può coprire il certificato in televisita?Dipende dal quadro clinico. Il medico stabilisce la prognosi e può prevedere un controllo o un prolungamento, a distanza o in presenza.
- Il datore di lavoro può rifiutare un certificato da televisita?No. Il certificato trasmesso all’INPS è valido. L’azienda può attivare una visita di controllo nelle fasce previste.










Idée pratique, mais comment éviter les abus? Si un employeur demande une visite fiscale, les fasce di reperibilità restent bien 10-12 et 17-19 pour le privé, 9-13 et 15-18 pour le public, c’est ça ?
Ça va enfin dans le bon sens, bravo.