Affitti brevi: il Codice CIN diventa obbligatorio. Stop agli annunci “senza identità” e bollino da esporre all’ingresso. Chi non lo mostra o non inserisce il codice negli annunci rischia multe salate.
Siamo a metà mattina, in un condominio qualunque, e il citofono continua a trillare perché il check-in è in anticipo. Lei si ferma, stacca la plastica e attacca un bollino con un codice alfanumerico e un piccolo QR vicino al campanello. I vicini sbirciano, i ragazzi sorridono. La casa, d’ora in poi, ha un nome pubblico. Un numero, per essere precisi. Una regola nuova. Un controllo vero.
Cos’è il CIN e perché cambia il gioco
Il CIN, Codice Identificativo Nazionale, è la targa degli affitti brevi e delle strutture ricettive. Un codice unico, uguale per tutta Italia, che mette fine alla giungla di sigle diverse e annunci anonimi. **Niente codice, niente annuncio.** È l’idea forte che spinge il Ministero del Turismo: rendere tracciabile ogni alloggio, sia su Airbnb e Booking, sia sulla porta di casa.
Immaginate Marta, che affitta un bilocale a Firenze da tre anni. L’anno scorso mostrava il codice regionale, quest’anno entra nella piattaforma nazionale e ottiene il suo CIN in pochi minuti. Lo inserisce negli annunci, stampa il bollino e lo espone accanto al campanello. Da quel momento, l’alloggio è rintracciabile con un click. I numeri parlano: migliaia di host in coda, migliaia di codici generati, controlli che diventano possibili senza bussare a ogni porta.
L’obiettivo è trasparenza. Un codice per tutte le tipologie: locazioni turistiche, case vacanza, B&B, affittacamere, hotel. Il CIN va inserito in ogni annuncio online e nel materiale promozionale, ma anche esposto in modo visibile all’ingresso dell’alloggio. **Il bollino va esposto dove si entra, non nascosto dietro la pianta.** Chi non lo fa rischia sanzioni economiche pesanti, con importi che possono arrivare a migliaia di euro, oltre alla rimozione degli annunci. Le piattaforme, a loro volta, devono bloccare le inserzioni senza codice.
Come mettersi in regola senza perdersi
Metodo semplice, passo per passo. Accedi al portale del Ministero del Turismo con SPID o CIE. Inserisci i dati dell’alloggio: indirizzo preciso, tipologia, posti letto, estremi della SCIA o della comunicazione al Comune se prevista. Carica i contatti e conferma. Il sistema genera il tuo CIN e il relativo QR: scarica il bollino in PDF, stampalo e fissalo vicino al campanello o alla porta. Entra poi su Airbnb, Booking e sugli altri canali: c’è un campo dedicato, incolla il CIN. Un caffè, e hai finito. *La burocrazia non è mai sexy, ma pochi minuti oggi evitano grane domani.*
Gli errori più comuni nascono dalle piccole disattenzioni. Indirizzo leggermente diverso tra Comune e portale? Scatta l’incongruenza. Metri quadri e posti letto non allineati con la SCIA? I conti non tornano. Diciamolo chiaro: nessuno lo fa davvero tutti i giorni. Per questo conviene tenere una mini-cartella con i documenti base: SCIA o comunicazione, planimetria, dati catastali, codici fiscali, recapiti. Aggiorna gli annunci in un’unica sessione e scatta una foto del bollino esposto: se domani ti chiedono prova, ce l’hai in tasca.
«La parte delicata è l’allineamento tra Stato, Regione e Comune» racconta Francesca, property manager a Milano.
“Quando CIN, CIR e imposta di soggiorno dicono la stessa cosa, dormi sereno. Quando no, rischi di rincorrere la carta.”
Ecco una mini-checklist rapida per evitare inciampi:
- Accedi con SPID/CIE e verifica l’indirizzo esatto come da SCIA.
- Scarica e stampa il bollino in formato A4 e in versione adesiva.
- Esponi il bollino all’ingresso e fotografa il risultato.
- Inserisci il CIN su tutti i portali, sito incluso.
- Allinea Alloggiati Web e imposta di soggiorno con lo stesso indirizzo.
Tra regole, vicini e viaggiatori: cosa cambia nella vita reale
Il CIN non è un timbro astratto, è una promessa di chiarezza nel quotidiano. Il vicino che vede il bollino capisce che quell’alloggio è legittimo. Il viaggiatore scansiona il QR e trova conferme. L’host mostra di giocare a carte scoperte, senza scorciatoie. Quel momento lo abbiamo vissuto tutti, quando ti fidi di una stanza perché qualcosa, nel modo in cui è presentata, ti fa stare tranquillo. Qui succede la stessa cosa.
Ci guadagna anche chi lavora onestamente. Con gli annunci “senza nome” fuori gioco, le piattaforme alzano l’asticella e i furbi perdono appetito. **Le sanzioni non guardano alla buona fede.** E valgono sia per chi non espone il bollino, sia per chi pubblica l’annuncio senza codice. Non è solo paura di una multa. È che da domani, per farsi scegliere, servirà essere verificabili, precisi, umani. È una bella notizia, a conti fatti.
Resta un punto: le regole nazionali si incastrano con quelle locali. Alcune Regioni hanno già un proprio codice (CIR) e i Comuni chiedono comunicazioni specifiche, oltre all’imposta di soggiorno. Qui il trucco è non fare confusione. Il CIN è la matrice nazionale, gli altri adempimenti restano dove previsti. Se una piattaforma ti chiede “CIN o codice locale?”, inserisci entrambi quando possibile. È il modo più pulito per evitare dubbi agli ospiti e ai controlli.
Una nuova normalità (più trasparente) per gli affitti brevi
Il CIN non è solo un codice. È un patto, una stretta di mano tra chi ospita, chi viaggia e chi abita accanto. Se sei host, racconta il tuo alloggio con quel bollino ben visibile: dice agli altri che ci sei, che esisti davvero, che non hai paura delle luci accese. Se sei viaggiatore, quel rettangolino all’ingresso ti aiuta a scegliere senza ansia. Se sei vicino di casa, leggere un numero è meglio che contare trolley sulle scale.
La tecnologia farà la sua parte. I portali filtreranno gli annunci “senza codice”, gli uffici incroceranno i dati, le segnalazioni diventeranno più rapide. Non significa fine della spontaneità, significa maturità. Le case restano case, con le loro storie, le chiavi che tintinnano e i check-in in ritardo. Cambia il contesto: tutto è più chiaro, più giusto, più facile da capire. E, ammettiamolo, anche più semplice da spiegare ai genitori quando chiedono: “Ma questa stanza è regolare, vero?”
| Punto chiave | Dettaglio | Interesse per il lettore |
|---|---|---|
| CIN obbligatorio e bollino esposto | Codice nazionale unico con QR da mostrare all’ingresso e sugli annunci | Evitare multe e aumentare fiducia di ospiti e vicini |
| Adeguamento degli annunci | Inserire il CIN su Airbnb, Booking e canali diretti; foto del bollino come prova | Ridurre rischi di rimozione/oscuro degli annunci e mantenere visibilità |
| Sanzioni e controlli | Multe che possono arrivare a migliaia di euro per chi non espone o non indica il codice | Capire i rischi reali e come prevenirli in pochi passi |
FAQ :
- Quando entra davvero in vigore il CIN?Il sistema è operativo con la piattaforma nazionale attiva. I tempi di adeguamento possono essere indicati da circolari e avvisi locali: controlla le comunicazioni del Ministero del Turismo e del tuo Comune per le scadenze pratiche.
- Come ottengo il mio CIN passo per passo?Accedi al portale ministeriale con SPID/CIE, inserisci i dati dell’alloggio e della SCIA/comunicazione, conferma e scarica bollino e QR. Stampa ed esponi all’ingresso, poi inserisci il codice su tutti i portali dove pubblichi.
- Vale anche per B&B e case vacanza “familiari”?Sì. Il CIN riguarda affitti brevi e strutture ricettive, inclusi B&B, affittacamere e case vacanza, a prescindere che siano gestiti in forma imprenditoriale o non imprenditoriale. Restano validi eventuali obblighi regionali/municipali.
- Se affitto per periodi lunghi, mi serve il CIN?Il CIN nasce per le locazioni turistiche di breve durata. Per contratti oltre i 30 giorni le regole sono diverse, ma verifica sempre le norme locali e la tipologia della tua attività se rientra tra le strutture ricettive.
- Cosa succede agli annunci senza codice?Le piattaforme devono mostrare il CIN e possono rimuovere o sospendere le inserzioni che ne sono prive. Anche l’host rischia sanzioni economiche e controlli mirati, con perdita di visibilità e prenotazioni.










Encore une reglementation. Qui va vraiment verifier et sanctionner? Et si l’adresse sur la SCIA n’est pas exactement la même, on prend l’amende quand même?