Un avvocato lancia un avvertimento ai genitori: il classico bonifico “ti do una mano” al figlio può essere giuridicamente una donazione, con ricadute che arrivano fino all’eredità.
Una madre guarda il telefono, il pollice sospeso sul tasto “invia”: 12.000 euro al figlio, stretta al mutuo e affitto che corre. Il direttore le sorride, è routine. Accanto, un signore ascolta e scuote la testa: “Signora, così rischia di fare una donazione”. Lei si ferma, tra l’imbarazzo e la fretta. Il figlio attende, la rata pure. Il bonifico non è solo un numero che cambia schermo, è una storia che inizia.
Quando un bonifico diventa davvero una donazione
Se un genitore trasferisce denaro al figlio senza obbligo di restituzione, il gesto ha un nome preciso nel Codice civile: donazione (art. 769 c.c.). Non è un’etichetta da poco. La donazione, quando non è di “modico valore” (art. 783 c.c.), richiede l’atto pubblico davanti al notaio con due testimoni (art. 782 c.c.). Un bonifico, quindi, può essere più che un aiuto: può essere un atto con forma solenne mancata. A tutti è capitato di pensare “è solo un regalo”, ma la legge guarda la sostanza: c’è un arricchimento del figlio e un sacrificio del genitore.
Prendiamo Marta e Luca: nel 2018 trasferiscono 25.000 euro alla figlia per la caparra della prima casa. Nessun contratto, causale “aiuto acquisto”. Anni dopo, muore il padre, e il fratello contesta: “Quella era una donazione, va riportata in eredità”. La parola che entra in scena è “collazione” (art. 737 c.c.): ciò che un figlio ha ricevuto in vita può dover rientrare nel calcolo tra gli eredi. La figlia si difende: “Era un prestito”. Ma non c’era un accordo scritto, né un piano di rientro. Il bonifico, da gesto d’amore, diventa prova ambigua.
La chiave è distinguere tra donazione diretta e donazione indiretta. Se il genitore invia denaro “libero” al figlio, la giurisprudenza tende a vederci una donazione diretta, soggetta alla forma notarile, tranne se di modico valore rispetto alle finanze di chi dona. Se, invece, paga il venditore della casa a nome del figlio, si parla spesso di donazione indiretta (art. 809 c.c.), che segue la forma dell’atto principale e non richiede notaio per la liberalità in sé. In mezzo, un mare di casi pratici. E conflitti evitabili.
Come fare le cose per bene: causale, prestito, atto
Prima domanda: è un regalo o un prestito? Se è un prestito, mettetelo nero su bianco. Una pagina basta: “Contratto di prestito infruttifero tra genitore e figlio”, importo, modalità e tempi di restituzione, firme. Aggiungere la data certa con raccomandata, PEC o registrazione all’Agenzia delle Entrate (imposta fissa). Nel bonifico scrivere: “prestito infruttifero ex art. 1813 c.c., tranche 1/4”. Se è un regalo oltre il modico valore, andate dal notaio per l’atto di donazione, così nessuno domani lo mette in discussione. Per l’acquisto di casa, valutate il pagamento diretto al venditore: spesso qualifica l’operazione come donazione indiretta tracciata.
Gli errori tipici? Causale vuota o generica (“aiuto”), somme grandi spezzate in mini-bonifici, nessuna traccia di un accordo, confusione tra “ti presto” e “ti regalo”. Capita nelle famiglie unite e nelle giornate storte. Diciamocelo: nessuno lo fa davvero ogni volta. Eppure basta poco per mettere i paletti giusti. Se l’idea è donare, parlare col notaio non complica, protegge. Se l’idea è prestare, un foglio firmato cambia tutto in caso di lite tra fratelli o in un accertamento fiscale. Scrivere oggi evita spiegazioni domani.
“Il bonifico è una traccia, non una bacchetta magica: racconta il passaggio di soldi, non la ragione. La ragione la scrivete voi, con forma e parole giuste.” — Avv. L. R., civilista
- Per la donazione diretta di somme non modiche: atto dal notaio, chiaro e inattaccabile.
- Per il prestito: scrittura privata, indicare importi e scadenze, causale precisa nel bonifico.
- Per aiutare su un acquisto: pagamento diretto al fornitore, così rientra tra le donazioni indirette.
- Attenzione alla successione: le liberalità ai figli possono tornare nel conto con la collazione.
- Fisco: tra genitori e figli c’è la franchigia di 1 milione di euro; oltre scatta il 4% sull’eccedenza.
Uno sguardo lungo: tasse, eredità, equilibri in famiglia
Quando girano soldi in casa, girano anche aspettative, promesse, silenzi. Un bonifico pensato per oggi può cambiare domani: nel calcolo dell’eredità, nelle relazioni tra fratelli, nelle scelte di chi riceve. L’imposta di donazione tra genitori e figli è spesso zero per via delle franchigie, ma il tema non è solo fiscale. C’è la forma, c’è la prova, c’è la pace dopo. Qualcuno preferisce chiamarla “liberalità” e chiudere lì. La verità è che ogni trasferimento dice qualcosa su come vogliamo stare insieme. Preparare la carta giusta è un modo per volersi bene sul serio.
| Punto chiave | Dettaglio | Interesse per il lettore |
|---|---|---|
| Forma della donazione | Oltre il modico valore serve atto pubblico con notaio e testimoni (art. 782 c.c.) | Evitare nullità e cause future |
| Prestito vs regalo | Scrittura privata di prestito infruttifero + causale chiara nel bonifico | Proteggere i rapporti e provare la restituzione |
| Effetti successori | Collazione e azione di riduzione se si tocca la quota di legittima | Prevenire conflitti tra eredi |
FAQ :
- Un bonifico al figlio è sempre una donazione?Se manca l’obbligo di restituzione, per la legge è una liberalità. Se non è di modico valore, ricade nella donazione che richiede forma notarile. Se i soldi sono versati direttamente a un terzo per un bene del figlio, può configurarsi donazione indiretta.
- Serve il notaio anche per somme non elevate?Dipende dal “modico valore”, riferito alle condizioni economiche del donante. Mille euro per alcuni sono modici, per altri no. Quando l’importo pesa davvero sul patrimonio di chi dona, il notaio è la via sicura.
- Come scrivere la causale del bonifico?Se è prestito: “prestito infruttifero ex art. 1813 c.c., durata 24 mesi”. Se è aiuto su acquisto: “contributo pagamento fattura n. X a favore del venditore Y”. La causale da sola non basta, ma orienta e corrobora i documenti.
- Ci sono tasse da pagare sulla donazione genitore-figlio?Fino a 1.000.000 € per ciascun figlio non si paga imposta di donazione; oltre, 4% sull’eccedenza. Per trasferimenti in denaro tracciati, il tema pratico è spesso la forma più che il prelievo fiscale.
- E se voglio che sia un vero prestito?Redigere una scrittura privata, fissare importo, rate e scadenze, firmare, dare data certa (PEC/raccomandata/registrazione). Indicare la causale coerente nei bonifici. Prestito infruttifero significa senza interessi; se prevedi interessi, valuta anche gli adempimenti fiscali.










Question sérieuse : qui décide du « modico valore » ? 12.000 € comme dans l’exemple, c’est modique pour certains, énorme pour d’autres. Y a-t-il un barème, ou c’est au juge d’apprécier selon le patrimoine du donateur ? Et si on a noté seulement « aide achat » dans la causale du bonifico, est-ce rattrapable après coup avec un acte ou une scrittura privata ?
Donc si je paie la caution de l’appart de mon fils, c’est une donazione; mais si je règle direct le vendeur, c’est “indirette” et pas besoin de notaio… On marche sur la tête ou c’est moi ? Et si j’avance 9,99 € pour son Netflix, je dois appeler le notaire aussi ? 😉