Il sistema Start&Stop è nato per farci risparmiare, ma in molti lo vivono come un fastidio quotidiano. Un meccanico con migliaia di interventi alle spalle mi ha detto una cosa semplice: meglio disattivarlo appena sali in auto. Perché tra teoria e traffico, c’è un mondo.
Marco, mani segnate e sorriso ironico, riavvolgeva un cavo di diagnosi mentre una cliente chiedeva perché la sua batteria “nuova” avesse ceduto dopo un inverno. La luce del banco oscillava su una Punto con il cofano aperto. Lui indicò il pulsante Start&Stop e fece un gesto secco: “Io, nella mia, lo spengo subito”. Disse che la città non perdona gli automatismi stupidi, che i semafori non sono tutti uguali e che i minuti contano. Poi si mise il cappellino e aggiunse un dettaglio che non ti aspetti. Premi quel tasto.
Start&Stop: comodità o usura nascosta?
Sulla carta abbassa consumi e CO2, spegnendo il motore nelle soste brevi. In strada è un’altra storia, fatta di micro-stop imprevedibili e ripartenze nervose. Ogni spegnimento chiede energia alla batteria e lavoro al motorino d’avviamento, mentre il climatizzatore perde mordente. La sensazione, in fila, è di una macchina che respira a singhiozzo. Il meccanico lo vede nei ricambi: batterie stanche prima del previsto e clienti che tornano scoraggiati.
Un tassista di Torino mi ha mostrato la ricevuta della sua batteria sostituita dopo 14 mesi, uso urbano pesante. AGM da 230 euro, più manodopera. In un’ora di traffico fitto, il suo sedile “contava” a orecchio decine e decine di stop&go, ognuno con un avvio. Non è scienza perfetta, ma la percezione è chiara: in città la frequenza delle soste moltiplica gli stress. E quando arriva l’inverno, lo scarto si sente di più.
La tecnologia non è improvvisata: ci sono motorini rinforzati, centraline che dosano, sistemi che tagliano lo Start&Stop se la batteria è giù o se il motore non è in temperatura. Succede anche che la rigenerazione del DPF sospenda in automatico lo spegnimento. Resta il punto pratico: tanti riavvii a freddo, tragitti corti, clima acceso a palla e salite lente non sono il contesto ideale. Qui l’algoritmo fa il suo, ma il corpo dell’auto paga il conto.
Come usarlo senza farsi male (e quando spegnerlo)
Il trucco è semplice: scegli tu. Al mattino, a motore freddo, disattivalo. Se devi fare tragitti sotto i 10 minuti, disattivalo. Manovre in pendenza, parcheggi stretti, code a passo d’uomo: disattivalo. Semaforo lungo con motore caldo, aria mite e fermo netto? Puoi lasciarlo attivo. Segnale pratico: temperatura al centro, ventola bassa, alternatore non sotto sforzo. Prevedi la sosta più che subirla.
Errore tipico: lasciarlo attivo mentre avanzi a “strappi”, embrague che gioca e ruota quasi ferma. Anche tenere il clima al massimo aspettandosi comfort nella sosta è illusione. Abbiamo tutti vissuto quel momento in cui la ventola cala, i vetri si appannano e parte il nervosismo. Diciamocelo: nessuno lo fa davvero ogni giorno. Meglio una regola personale chiara che mille eccezioni improvvisate.
Il meccanico lo ripete ai clienti: “Start&Stop non è il nemico, ma non è una religione”. Se usi molte utenze elettriche, fai più pause motore acceso e considera una **batteria AGM/EFB** di qualità.
“Io consiglio: disattivalo quando sali, riattivalo solo quando hai davvero una sosta lunga e pulita davanti” – Marco, 25 anni di officina.
- Spegnilo: partenze a freddo, tragitti brevi, salite/manovre, caldo torrido o gelo, code spezzettate.
- Tienilo: semafori lunghi con motore caldo, stop prolungati in piano, clima leggero.
- Occhio ai costi: batteria specifica, avviatore rinforzato, diagnosi più frequente se fai molta città.
- Comfort: più aria tiepida in sosta? Meglio tenerlo Off e risparmiare le nervature.
Il quadro grande, oltre il pulsante
I numeri macro dicono che Start&Stop può far risparmiare un filo in omologazione. In vita vera la differenza dipende dal tuo tragitto, dal meteo e da come guidi. In città viva, quel filo di benzina recuperato al semaforo rischia di essere perso in batteria e tempo. Su extraurbano e autostrada, la questione quasi non esiste. Qui emerge l’unica bussola seria: il contesto.
C’è anche un tema mentale. Smettere di delegare tutto alla macchina fa guidare meglio. Se impari quando tagliare e quando no, percepisci suoni, vibrazioni, consumi. E riduci gli “spegni‑accendi” inutili che spezzano il ritmo. Qualcuno lo vive come un ritorno all’essenziale: meno bottoni, più attenzione. La fatica si scioglie se diventa abitudine.
Il futuro? I mild-hybrid già colmano il vuoto con generatori cingolati e riavvii più morbidi, mentre i plugin e gli elettrici cambiano il gioco. Eppure l’Italia è fatta ancora di utilitarie con Start&Stop classico. Qui la regola del meccanico resta valida: **Meglio disattivarlo appena sali in auto** e riattivarlo quando serve davvero. È una scelta piccola che somiglia a un gesto di buon senso.
Una sintesi che resta aperta
Start&Stop non è il male né la salvezza. È uno strumento. Funziona bene quando le condizioni sono pulite, delude quando l’ambiente lo mette in crisi. La città densa, i tragitti corti, gli sbalzi termici e le code a elastico non perdonano, mentre i semafori lunghi, i viali scorrevoli e il motore in temperatura gli offrono una passerella. In mezzo ci siamo noi, con il nostro dito su quel tasto. C’è chi giura che la batteria duri di più da quando lo spegne, c’è chi apprezza i decibel in meno al rosso. Forse la verità pratica sta in una frase: usa la tecnologia, non lasciarti usare. Una piccola routine intelligente può salvarti soldi e nervi. E far parlare meno la tua officina.
| Punto chiave | Dettaglio | Interesse per il lettore |
|---|---|---|
| Disattivarlo all’avvio | Avviamento a freddo e tragitti brevi stressano il sistema | Ridurre usura e fastidi nel traffico quotidiano |
| Batteria e avviatore | Componenti dedicati, costi più alti se si logorano prima | Prevedere spese, scegliere ricambi giusti |
| Consumo reale | Benefici variabili, dipendono dal contesto e dallo stile | Decidere quando tenerlo On per risparmiare davvero |
FAQ :
- Disattivare lo Start&Stop fa perdere la garanzia?In genere no, è una funzione prevista con pulsante dedicato. Leggi il libretto, alcune Case registrano lo stato ma non lo considerano un abuso.
- Quanto carburante si risparmia tenendolo attivo?Nelle soste lunghe il risparmio esiste, spesso nell’ordine di pochi punti percentuali. In code spezzettate l’effetto si assottiglia.
- Fa male al turbo spegnere e riaccendere spesso?Meglio evitare spegnimenti immediati dopo tirate intense. In città, con andatura dolce, l’impatto è basso ma i riavvii frequenti non aiutano il comfort termico.
- Con un mild‑hybrid vale la stessa regola?Meno, perché l’avvio è più fluido e il sistema è pensato per cicli frequenti. Resta utile gestirlo in caso di freddo, code a elastico o clima forte.
- Posso impostarlo Off in modo permanente?Dipende dal modello. Alcune auto ricordano l’ultimo stato, altre no. Esistono moduli dedicati, ma valuta garanzia e normativa prima di montarli.










Question pratique: sur un mild-hybrid (12V ou 48V), les cycles d’arrêt/démarrage usent-ils autant la batterie qu’un S&S classique ? Et EFB vs AGM, y a-t-il un vrai écart en hiver ou c’est du marketing ?
Franchement sceptique. J’ai une Clio 5, 80 000 km, Start&Stop toujours actif, batterie d’origine. Peut‑être que le problème vient surtout des trajets ultra courts + chauffage à fond. Généraliser à tout le monde me semble un poil exagerré.